Storia

L’Opera Bonomelli, formalmente costituitasi come associazione non di lucro, nel 1986, ha una storia di oltre cent'anni. Già nei primi decenni del secolo scorso era nota per gli interventi a supporto di poveri, di famiglie rimaste senza abitazione durante i due conflitti mondiali, di emigranti italiani che, ritornando in patria, erano privi di dimora.

Dopo gli anni '50 l'Opera Bonomelli impegnò le proprie energie nella gestione del dormitorio pubblico cittadino, l'attuale Nuovo Albergo Popolare (NAP) e del refettorio popolare, l’attuale mensa interna al NAP. L'intervento, in quegli anni, era prevalentemente assistenziale e caritativo (circa 100 posti letto – 160 pasti al giorno); non mancavano le forme di sostegno economico e ‘morale’ secondo le consuetudini dell’epoca.

Dagli anni '70 le forme di disagio delle persone senza dimora iniziarono ad assumere notevole eterogeneità. Aumentavano, via via, i giovani dipendenti da sostanze stupefacenti, le persone che, dimesse dagli ospedali psichiatrici (nel periodo della cosiddetta ‘abolizione dei manicomi’), non trovavano accoglienza né in famiglia, né presso strutture (all'epoca pressoché inesistenti). Oltre alla difficoltà di gestire tali situazioni, la città di Bergamo si trovò ad affrontare, dalla fine degli anni '80, l'emergenza creatasi a seguito dell'arrivo inatteso, dei primi migranti provenienti dall'Africa e dai paesi dell'est. Il Nuovo Albergo Popolare si occupò di rispondere ai bisogni primari delle persone che, per motivi diversi, si trovavano privati dei diritti essenziali.  Negli anni '90, grazie alle nuove vedute derivanti dalle sinergie tra l'esperienza diretta degli operatori e i saperi sociali, si realizzò, a seguito di attente valutazioni, una trasformazione organizzativa. Dagli anni ’90 il Nuovo Albergo Popolare non fu più un dormitorio bensì un insieme di servizi, comunità e progettualità finalizzati, oltre che all'accoglienza delle persone, al cambiamento e al conseguente reinserimento sociale.

Il soddisfacimento dei bisogni primari, oltre che essenziale in sé, è la condizione necessaria affinché la persona che si trova in una condizione di disagio grave, possa maturare la decisione di intraprendere un progetto riabilitativo.

Il Nuovo Albergo Popolare attua percorsi che consentono di superare la condizione di emarginazione e sviluppare capacità tali da raggiungere un equilibrio di vita sostenibile.

La trasformazione organizzativa degli anni ’90 può essere definita come un passaggio da un modello assistenzialistico (vitto e alloggio), che però raramente consentiva un cambiamento dell’esistenza delle persone ospitate, a un modello operativo che si esplica attraverso molteplici interventi, finalizzati ad accompagnare la persona da uno status di disagio e di emarginazione a una condizione in cui siano riconosciuti i diritti umani e in cui la persona possa esprimere la piena appartenenza al contesto in cui risiede, lavora, vive.

 

Nel corso degli anni...

 
1900
Il 18 maggio 1900 viene fondata l’Opera Bonomelli, “opera di assistenza degli operai emigranti in Europa e nel Levante” che opera a livello nazionale, seguendo le indicazioni del pioniere in tali attività, il vescovo di Cremona mons. Geremia Bonomelli.
 
1955/1956
Avviene l’inaugurazione del dormitorio pubblico e del refettorio pubblico nel quartiere della Malpensata edificato dal Comune di Bergamo
Il Comune, non intendendo gestire il Dormitorio Pubblico e il Refettorio Pubblico, cede in uso gratuito lo stabile all’Opera Bonomelli.
L’edificio assume la denominazione “Albergo Popolare” dell’Opera Bonomelli.
 
L’Opera Bonomelli e il Patronato San Vincenzo
 
1967
Con la morte di Don Vismara, allora commissario dell’Opera, e la chiamata di Don Bepo Valvassori, la Bonomelli viene assorbita dal Patronato San Vincenzo.
 
1984/1985
Viene stipulata e sottoscritta una convenzione tra Comune di Bergamo, il Patronato S.Vincenzo come ente gestore della parte tecnico amministrativa, e l’USL n°29 per la parte sanitaria.
Accanto agli operatori di portineria, vengono introdotte figure operative prevalentemente rivolte alla relazione con gli ospiti.
 
Dall’emergenza all’avvio della riorganizzazione del Nuovo Albergo Popolare
 
1986
Il Patronato S. Vincenzo, in coerenza con la propria vocazione di servizio agli ultimi fondata sullo spirito evangelico, promuove e sostiene la nascita dell’Associazione Opera Bonomelli, riconosciuta dalla Regione Lombardia. Il nuovo ente diviene gestore del Nuovo Albergo Popolare.
 
1989
Con il forte afflusso immigratorio che interessa tutto il territorio italiano, il Nuovo Albergo Popolare diviene il luogo naturale per affrontare la nuova emergenza a Bergamo.
L’Opera Bonomelli ottiene il riconoscimento di comunità di accoglienza per tossicodipendenti da parte della Regione Lombardia.
 
1993 
Vi è un graduale ritorno a una situazione di normalità soprattutto sul versante dell’afflusso di persone straniere nel servizio. Aprono i primi centri di accoglienza per immigrati e gradualmente la struttura riesce a riaprire durante la fascia giornaliera, riorientando la propria operatività alle persone italiane in situazione di marginalità.
 
1994
L’anno si apre all’insegna di un nuovo avvenimento critico nella gestione economica del servizio. L’ASL di Bergamo senza preavviso non rinnova la convenzione e non eroga la quota di partecipazione per la gestione del Nuovo Albergo Popolare, pari a 1/3 dei proventi annuali. L’ASL sostiene che gli interventi assistenzialistici devono essere garantiti dal Comune di Bergamo.
Viene presentata e accettata dalla Regione Lombardia la domanda per l’apertura all’interno del servizio di due comunità alloggio (alcoldipendenze, disagio generico).
 
L’intervento secondo un’ottica progettuale
 
1991
Il Nuovo Albergo Popolare entra a far parte della Fiopsd (Federazione Italiana Organismi per i senza dimora) di cui è socio fondatore.
 
1996
A partire dalle riflessioni attivate dal gruppo allargato degli operatori di quegli anni, si costituiscono i settori comunità: alcoldipendenze, tossicodipendenze, disagio psichico, disagio generico.
Alla nascita di questi corrisponde l’avvio delle èquipe di settore. In questo modo ha luogo la prima organizzazione fondata sulla partecipazione degli operatori, con mansioni rivolte direttamente alla cura degli ospiti, suddivisi per ambiti specifici. 
 
1998
Viene chiesto un finanziamento alla Regione Lombardia per avviare un progetto di accompagnamento al reinserimento sul territorio dei soggetti che vengono ritenuti in condizione di maggior fragilità. 
 
2001
L’Opera Bonomelli attraverso il Nuovo Albergo Popolare entra a far parte del CEGEST, organismo che riunisce in un unico coordinamento gli enti gestori di servizi per le tossicodipendenze della provincia di Bergamo. 
Con la riforma del welfare e con l’istituzione a livello territoriale dei tavoli per l’attuazione della legge di nazionale di settore, la 328/2000, il NAP assume il coordinamento del tavolo tecnico.
 
2002
La strutturazione interna del servizio evolve ulteriormente con l’avvio del settore/comunità accoglienza, che va ad occuparsi in modo stabile e organizzato dell’accoglienza e filtro degli ospiti in raccordo con le altre comunità del servizio.
 
2004
Il Comune di Bergamo, proprietario dello stabile, interviene in modo massiccio sulla struttura, investendo circa € 450.000 nel rifacimento di alcune parti dello stabile anche per la sua messa a norma.
Viene completamente ridipinta la facciata, vengono rifatte alcune parti interne (servizi, bagni, docce, impiantistica varia) e sostituite le caldaie per il riscaldamento.

2005
L’anno 2005 è segnato dalla scomparsa di due figure rilevanti nella storia dell’Opera Bonomelli: a gennaio don Serafino Minelli, presidente dell’Opera Bonomelli e, a marzo,  monsignor Giovan Maria Pizzigalli, in passato direttore del Nuovo Albergo Popolare.

Nel 2005 è avvenuto anche il rinnovo di alcune delle cariche sociali nel Consiglio Direttivo dell’Associa-zione Opera Bonomelli. L’anno si è chiuso con un deficit economico maggiore rispetto a quello degli anni precedenti,  dovuto alla cessazione di alcuni finanziamenti, all’aumento dei costi di gestione e al mancato adeguamento dei contributi derivanti dalle convenzioni e dalle rette corrisposte dagli enti pubblici. La critica situazione economica è stata superata negli anni successivi.

 2008
All´interno delle progettualità connesse al reinse-rimento e all´integrazione sociale degli utenti del NAP, viene avviato, con il contributo della Fondazione MIA,  il nuovo servizio "spazio sociale Tira&Molla".
Nello stesso anno cambiano due dei componenti del consiglio Direttivo.
 
2009
La crisi economica mondiale assume rilevanza all´interno della comunità locale e, sebbene non si sia osservato un considerevole mutamento nella tipologia delle richieste, l´azione del NAP ha incontrato ostacoli significativi nel reperimento di risorse lavorative.Si riscontra un aumento di richieste provenienti dall´area della città e provincia di Bergamo. E´ sempre minore, invece, il numero di immigrati.

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